Che cos’è, come si crea e perché serve un blog professionale

Uomo che scrive al pc con tazza vicino, una pianta grassa e un’agenda

Un blog professionale è un eccezionale strumento di inbound marketing. Che significa? Vuole dire che invece di fare pubblicità su siti, sui social o quant’altro, intercetterete le persone che sono interessate al vostro prodotto, nel momento in cui hanno bisogno di voi. Per semplificare al massimo: sono i clienti a trovare voi, invece che voi a cercare loro. In verità, per rendere questo processo possibile bisogna fare un buon lavoro a monte, ovvero bisogna aprire un blog professionale, magari seguendo le indicazioni date in questo nostro post idee per blog professionale. Ma vediamo innanzitutto che cos’è un blog, come crearne uno, perché farlo e cosa può portare al nostro business.

Che cos’è un blog, le differenze con un sito

I blog sono spesso stati definiti dei diari online. La definizione non è del tutto sbagliata. Per capirci meglio, confrontiamo i blog con i siti internet. Quando si apre una pagina web di un sito, il flusso di informazioni è tendenzialmente unidirezionale e il tono è formale. Il sito ci narra delle cose e noi le leggiamo. Le informazioni sono ufficiali, quasi istituzionali.

Un blog, invece, ha un approccio molto più amichevole. Racconta all’interlocutore la vostra storia, le vostre vacanze, o nel caso di un blog professionale, tutti gli argomenti che ritenete giusti da condividere. Anche lo stile è diverso. Chi scrive su un blog parla in prima persona (quindi mette direttamente sé stesso in gioco) e, a volte, dà del tu all’interlocutore. Infine, il blog cerca il feedback dal lettore, vuole intavolare una discussione e incentiva i commenti agli articoli. Questo approccio del blog è funzionale ed essenziale per creare una community attiva e attenta intorno ai vostri articoli.

Come si crea un blog professionale

Chiarito che cos’è un blog, vediamo adesso come si crea un blog. Esistono diversi siti che offrono la possibilità di creare un blog gratis. Queste opzioni non sono oggettivamente male, perché sono intuitive e facili da usare. Hanno un unico grande difetto: il nome del dominio. In pratica apparirete su internet all’indirizzo “nomedelserviziogatuito.it/nomedelblog”. Per quanto banale possa sembrare, questo penalizzerà parecchio il vostro blog in ottica SEO, come spiegato anche nel nostro post su come scegliere l’esperto seo giusto. Se c’è, quindi, un motivo per cui vi sconsigliamo di realizzare un blog gratis al 100% è questo. In alternativa, vi suggeriamo di investire poche decine di euro e comprare il dominio (così il vostro blog avrà l’indirizzo internet “nomedelblog.it”) e un hosting, ovvero il servizio che vi offrirà lo spazio dove caricare i contenuti e che permetterà (se ben scelto) di rendere il vostro blog performante.

A questo punto date un occhio alle impostazioni del vostro blog e dategli una struttura funzionale ai lettori in ottica SEO. Per esempio, assicuratevi che i permalink degli articoli contengano le parole chiave dell’argomento trattato, e non una stringa di lettere e numeri inutili. Aggiungete una descrizione del blog che includa le keyword che vi interessano e così via. Scegliete il template giusto per l’azienda o il servizio che offrite. Se guardate i vari blog aziendali e professionali vedrete che i template di chi vende giocattoli sono totalmente diversi (anche nei colori) da chi vende occhiali, per esempio.

Infine, date un’occhiata ai plug-in che potete aggiungere gratuitamente. I plug-in sono programmini creati apposta per offrire un determinato servizio. Per esempio, il messaggio che vi compare quando visitate un blog e che vi avverte che il sito usa dei cookies, viene generato da un plug-in.

Perché avere un blog professionale

Come abbiamo spiegato all’inizio, un blog professionale è uno strumento eccezionale di inbound marketing, ovvero per intercettare clienti che vogliono quello che offrite. Ovviamente, non tutti i blog professionali hanno necessità di vendere qualcosa. Molti aprono un blog professionale per accreditarsi ulteriormente presso una determinata categoria, come strumento per aumentare la propria brand awareness, per intenderci. Qualsiasi sia il vostro obiettivo è bene tenerlo ben presente fin dall’inizio. Questo vi aiuterà a scegliere gli argomenti da trattare, il tono da usare, il pubblico a cui rivolgersi e a misurare i risultati e a valutarli. Settare gli obiettivi vi aiuterà anche a capire la call to action che dovete chiedere ai vostri lettori. La call to action è un’azione che invitate a fare con garbo a chi vi legge, durante un articolo o alla fine dello stesso. Può essere l’iscrizione alla vostra newsletter, la richiesta di lasciare un commento, o a cliccare sul link con l’elenco dei dieci (vostri) articoli da regalare a Natale. Ovviamente, se saprete cosa volete, sarà più facile capire cosa chiedere al lettore. Infine, fissati gli obiettivi potrete scegliere gli argomenti e cominciare a scrivere.