Birreria: perché usare Facebook per pubblicizzarsi

globo contenente scritta facebook

Nel momento in cui ci si vuole promuovere, indipendentemente dalla tipologia di lavoro che si svolge, sempre più spesso si sceglie Facebook come mezzo per farsi pubblicità. Utilizzare questo social network, sempre più all’avanguardia, è diventato indispensabile poiché ciò che riguarda il commercio si è man mano spostato sui canali di trasmissione online, tralasciando quelli tradizionali.

Se si ha come obiettivo principale quello di affermarsi in un settore particolare come ad esempio può risultare quello della birreria, allora bisognerà necessariamente concentrare la propria attenzione sulle dinamiche, quasi sempre a titolo gratuito, messe a disposizione da Facebook.

Però se dall’altra parte non c’è un pubblico pronto a voler recepire le informazioni e i vari messaggi promulgati, qualsiasi campagna marketing sarà sicuramente inefficiente. Infatti, sul social network ogni giorno, ci sono milioni di persone connesse che si ritrovano a compiere azioni semplici ma molto significative. Il consenso da parte del pubblico, che è interessato a seguire la pagina pubblica di un locale come quella della birreria, è utile per ottenere un buon risultato.

Rilanciare una birreria richiamando il coinvolgimento dei nuovi clienti è la base da cui partire ma serve soprattutto impegno e professionalità! Inoltre, non si può fare del marketing in modo grossolano perché ogni comportamento sociale ha poi delle conseguenze positive o negative.

Per promuovere una birreria conviene avere un profilo o una pagina Facebook?

Ciò che sin dal principio si deve fare è provvedere a creare un buon piano d’azione! In altre parole, va deciso in modo preventivo ogni azione da compiere sul social e una volta stabilito l’obiettivo non resta che promuovere la propria attività di birreria sfruttando i metodi esistenti. Non sempre tutto ciò che viene fatto ha effetti immediati o si svolge con facilità… Per questo motivo la promozione che viene compiuta su Facebook deve esser vista come un investimento non solo di tempo ma anche di denaro.

La prima importante puntualizzazione da fare sta nella differenza tra profilo privato e pagina. In entrambi i casi, ad eccezione fatta solo per alcune disposizioni, le due modalità hanno funzionalità identiche. Il profilo privato conosciuto dagli utenti del social network come “diario” è di tipo personale, dunque ha sempre un nome e un cognome reale e permette di stringere “amicizie” ma anche di condividere alcuni contenuti come: stati, video, link, post e foto.

Qualsiasi cosa può essere pubblicata a patto che si rispettino due condizioni:

  1. Non vengano violate le normative sui diritti d’autore;
  2. Non venga fatto alcun tipo di sponsorizzazione commerciale.

Per creare la pagina, invece, è obbligatorio iscriversi al social network con un account anche privato che può fungere anche solo da “appoggio”. La promozione sia della birreria ma anche della pagina stessa, necessita del famoso consenso da parte degli utenti. Si tratta di un pubblico, quello di Facebook, che nella logica strategica del marketing è definibile come “target”. Il target di riferimento può essere molto vasto ma va ricordato che, per quanto ci si sforzi, è impossibile realizzare una birreria che riesca ad accontentare ogni tipologia di cliente.

Non va dimenticato poi che con Facebook non si percepiscono più quelle barriere geografiche della distanza ed è aumentata l’accessibilità ai portali di comunicazione ma è anche cresciuto il fattore visibilità. Nella smania di pubblicare e coinvolgere gli utenti con i propri contenuti bisogna, inoltre, fare attenzione a non diffondere i cosiddetti messaggi spam, perché si rischia di essere bannati. Sulla pagina Facebook della birreria va comunque mantenuta l’attenzione dell’utente con l’inserimento settimanale di contenuti di interesse. Il fondatore di Facebook, però, tende ad aggiornare spesso i suoi algoritmi per quanto riguarda il piano di visibilità e per questo motivo, ogni giorno è sempre più difficile emergere rispetto a chi propone e promuove un servizio uguale.

L’importante differenza che contraddistingue la pagina dal profilo privato sta nel fatto che, in quello privato, non è possibile inserire delle inserzioni pubblicitarie. Le inserzioni sono pubblicità a pagamento in cui il possessore di una pagina Facebook può decidere la tipologia di investimento da fare: mensile/ giornaliero.

Infine, è importante sottolineare che Facebook, profila i propri utenti in base a delle indicazioni rilasciate liberamente dall’utente stesso. In questo modo il gestore della pagina di una birreria potrà decidere in base a interessi comuni o stili di vita come e a chi mostrare ciò che all’interno della pagina verrà pubblicato.

Come gestire i gruppi di Facebook di una birreria

È evidente che per ottenere dei buoni risultati con la pubblicità su una pagina Facebook di una birreria occorre che ci siano utenti attivi, in quanto gli utenti potrebbero trasformarsi in potenziali clienti. Per questo motivo per acquisire nuovi clienti si deve fare un lavoro costante, con lo scopo primario di fidelizzare i clienti. Sulla pagina Facebook l’utente deve sentirsi apprezzato, deve poter captare la cortesia che gli viene offerta da coloro che gestiscono la birreria e molti altro ancora. In sostanza, l’utente deve dunque sentirsi ad agio e benvoluto e il gestore della birreria può “rendere speciale” ogni suo cliente inventando degli stratagemmi come possono essere gli sconti o le “carte fedeltà”.

Un grande supporto alla pagina ma soprattutto al business della birreria è l’utilizzo dei gruppi. I gruppi Facebook in particolare sono un agglomerato molto variegato di utenti che esprimono le proprie considerazioni. In questo modo si può capire immediatamente come procede la promozione sul canale Facebook e cosa va eventualmente corretto.

Gli utenti, dal canto loro, manifestano con semplici gesti come un like, un commento o una condivisione ciò che realmente pensano. I famosi UGC, appunto, danno indicazione sul perché ci sia un aumento o calo di affluenze, basta porre loro attenzione e saperli leggere. Spesso può capitare che si decontestualizzino i discorsi e per questo i gruppi Facebook, che come certamente ricorderemo sono di tre tipologie (aperto, chiuso o segreto), devono esser vigilati dal fondatore o dagli amministratori scelti in caso di mancata disponibilità. In conclusione, dimostrarsi disponibili e attenti alle esigenze dei clienti e degli utenti, che sono presenti sulle piattaforme, risulta essere la mossa vincente.